Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di qualità dell’aria indoor, o IAQ (Indoor Air Quality), ma spesso il tema viene ancora sottovalutato, soprattutto in ambito residenziale. Eppure, passiamo la maggior parte della nostra vita in ambienti chiusi: case, scuole, uffici, mezzi di trasporto. È quindi all’interno degli edifici che si gioca una parte fondamentale della nostra salute quotidiana.
Respirare aria di buona qualità non è un lusso né un optional tecnologico: è una condizione essenziale per il benessere, il comfort e la produttività.
L’evoluzione dell’edilizia contemporanea va nella direzione di edifici sempre più isolati e performanti dal punto di vista energetico. Cappotti termici, serramenti ad alta tenuta, eliminazione delle dispersioni: tutte scelte corrette e necessarie per ridurre i consumi.
Tuttavia, questa maggiore efficienza dell’involucro comporta anche un effetto collaterale: la riduzione del ricambio naturale dell’aria.
In assenza di un sistema di ventilazione adeguato, gli ambienti interni tendono a trattenere:
Il risultato è un ambiente apparentemente confortevole, ma in realtà poco salubre.
Spesso si pensa che aprire le finestre sia sufficiente per garantire aria pulita. In realtà, oggi questo gesto è sempre meno efficace e, in alcuni contesti, persino problematico.
Nelle aree urbane l’aria esterna può contenere:
In inverno, inoltre, l’apertura delle finestre comporta una dispersione di calore che vanifica parte delle prestazioni energetiche dell’edificio. In scuole, uffici e abitazioni molto isolate, il ricambio manuale dell’aria è spesso discontinuo e insufficiente.
Per questo motivo, la qualità dell’aria indoor non può più essere affidata solo a comportamenti occasionali, ma deve essere progettata.
La Ventilazione Meccanica Controllata (VMC) nasce proprio per rispondere a queste nuove esigenze. Il suo ruolo non è solo quello di “cambiare aria”, ma di farlo in modo continuo, controllato ed efficiente.
Un sistema di VMC consente di:
Negli edifici moderni, la VMC non è più un impianto accessorio, ma una componente strutturale della qualità abitativa.
Numerosi studi dimostrano come una cattiva qualità dell’aria interna possa incidere su:
Mal di testa ricorrenti, senso di aria “pesante”, odori persistenti, condensa sui vetri o macchie di muffa sono spesso segnali di un ambiente non correttamente ventilato.
In questo senso, progettare l’aria che respiriamo è un atto di prevenzione, prima ancora che una scelta tecnologica.
La ventilazione, da sola, non basta. Il massimo beneficio si ottiene quando la VMC è integrata con sistemi di climatizzazione efficienti, in grado di lavorare in modo coordinato con l’involucro edilizio.
Un approccio impiantistico integrato permette di:
In questo scenario, l’impianto diventa sempre più invisibile, ma strategico.
All’interno di questa visione si collocano soluzioni che integrano in un unico sistema ventilazione meccanica controllata e climatizzazione tramite pompa di calore aria-aria.
MyDATEC rappresenta un esempio di questo approccio: un sistema compatto che consente di gestire il comfort termico e la qualità dell’aria in modo coordinato, riducendo la complessità impiantistica e l’impatto visivo.
L’assenza di unità esterne invasive, la semplificazione delle installazioni e l’attenzione alla qualità dell’aria indoor rendono questo tipo di soluzioni particolarmente adatte all’edilizia residenziale contemporanea, inclusi contesti architettonici vincolati.
La qualità dell’aria indoor è una delle grandi sfide dell’abitare moderno. Non si vede, non si tocca, ma influisce ogni giorno sulla nostra salute e sul nostro comfort.
Architettura sostenibile e impiantistica evoluta devono lavorare insieme per creare edifici che non siano solo efficienti dal punto di vista energetico, ma anche salubri, confortevoli e pensati per le persone.