Quando si parla di architettura sostenibile, l’attenzione si concentra spesso sugli elementi più visibili: materiali naturali, cappotti termici, pannelli fotovoltaici, facciate ventilate. Tutti aspetti fondamentali, ma non sufficienti da soli a garantire edifici realmente efficienti, confortevoli e duraturi.
Esiste infatti una parte dell’edificio che incide in modo determinante sui consumi energetici, sulla qualità dell’abitare e sull’impatto ambientale, pur rimanendo quasi sempre nascosta: l’impiantistica.
È proprio qui che si gioca la vera differenza tra un edificio semplicemente “moderno” e uno realmente sostenibile.
Costruire in modo sostenibile non significa solo scegliere materiali ecologici o riciclati. Significa progettare l’edificio come un sistema integrato, in cui involucro, impianti e modalità di utilizzo dialogano tra loro.
Negli edifici residenziali, una quota rilevante dei consumi energetici è legata a:
Una progettazione impiantistica consapevole ha quindi l’obiettivo di:
In questo contesto, l’impianto non è più un’aggiunta tecnica, ma una parte integrante del progetto architettonico.
L’evoluzione normativa e progettuale ha portato alla diffusione di edifici sempre più isolati e performanti, come gli edifici a energia quasi zero (NZEB). Questa elevata efficienza dell’involucro, però, rende indispensabile una gestione corretta degli impianti.
Un edificio molto isolato, se non adeguatamente ventilato e climatizzato, può infatti generare:
La sostenibilità non riguarda solo il risparmio energetico, ma anche la salute e il benessere di chi vive gli spazi.
Tra le soluzioni più efficaci per la climatizzazione sostenibile degli edifici residenziali troviamo le pompe di calore, in particolare quelle aria-aria.
Questi sistemi sfruttano l’energia presente nell’aria per riscaldare e raffrescare gli ambienti, garantendo:
Dal punto di vista progettuale, le pompe di calore consentono una maggiore libertà compositiva e una più semplice integrazione con edifici a basso fabbisogno energetico.
In edifici ad alte prestazioni, la Ventilazione Meccanica Controllata (VMC) è ormai un elemento imprescindibile. La VMC garantisce un ricambio continuo dell’aria, evitando dispersioni energetiche e migliorando la qualità dell’ambiente interno.
I benefici principali sono:
La combinazione tra VMC e sistemi di climatizzazione efficienti rappresenta oggi uno dei pilastri dell’architettura sostenibile contemporanea.
Un aspetto spesso sottovalutato è l’impatto visivo e acustico degli impianti. Soluzioni impiantistiche complesse e invasive possono compromettere la qualità architettonica di un edificio, soprattutto in contesti storici o vincolati.
Sistemi integrati e compatti permettono invece di:
L’impianto diventa così invisibile, ma estremamente efficace.
L’architettura sostenibile non può più essere affrontata per compartimenti stagni.
Solo un approccio integrato, che metta in relazione involucro, impianti e gestione energetica, consente di ottenere edifici realmente efficienti, confortevoli e duraturi.
La semplicità impiantistica, l’efficienza energetica e la qualità dell’aria interna sono oggi valori progettuali tanto importanti quanto l’estetica o la scelta dei materiali.
All’interno di questo scenario si collocano soluzioni impiantistiche integrate come MyDATEC, che unisce in un unico sistema una pompa di calore aria-aria e la ventilazione meccanica controllata.
Questo tipo di approccio consente di:
Si tratta di un esempio concreto di come l’impiantistica, pur restando invisibile, possa diventare uno degli elementi più determinanti nella progettazione dell’abitare contemporaneo.
L’impiantistica sostenibile non è fatta solo di grandi impianti o tecnologie appariscenti.
È fatta di soluzioni intelligenti, silenziose e integrate, capaci di migliorare l’efficienza energetica, il comfort abitativo e il rispetto per l’ambiente.
Progettare pensando a ciò che non si vede significa progettare meglio.